Il coraggio di essere gay

di Mauro Villone

Due premesse.

Non sono gay. Questo lo affermo semplicemente per sottolineare che in questo articolo non faccio riferimento a me stesso. Ma molti tra i miei migliori amici sono gay e sono gay persone tra le migliori che mi sia capitato di incontrare.

In secondo luogo affronto questo argomento non perché abbia importanza solo in se stesso, ma perché ritengo sia la cartina da tornasole di un generale atteggiamento di non accettazione di quello che la vita propone.

Frequentandoli spesso è già da tempo che pensavo di scrivere qualcosa al riguardo. Il momento è arrivato quando ho visto pubblicato questo ridicolo avviso di Forza Nuova, che più che forza nuova mi sembra un coacervo di vecchie debolezze.

Altra notizia che mi ha colpito la “scoperta” che John Travolta ha avuto una relazione di sei anni con il suo autista. Questa la liquido in 30 secondi. Ma saranno cazzi suoi? Parlano di scandalo sessuale. Perché? C’è qualcuno che è in grado di stabilire cosa sia uno scandalo e cosa no? Non ci sono problemi più importanti di cui occuparsi? Senza contare che Travolta rimane in ogni caso una persona molto simpatica e un grande attore.

Ma andiamo per ordine, visto che l’ordine a questi signori probabilmente piace molto.

Mi insospettisce questo accanimento di Forza Nuova nei confronti degli omosessuali. Come mai sono così interessati alla questione tanto da farci avvisi pubblicitari, striscioni, conferenze e affermazioni? Ci dedicano un casino di tempo. Quel furbo del coordinatore regionale abruzzese del movimento di estrema destra, Marco Forconi, ha poi voluto precisare:  “Non è omofobo. La nostra omofobia sta nel fatto che proviamo ribrezzo e repulsione. Per i gay l’omosessualità è normale, per noi è una patologia, ma con il nostro messaggio non vogliamo entrare nel merito della patologia”.

Voi avete capito? Io no. Comunque Forconi è un medico o uno psichiatra? Si ritiene in grado di diagnosticare patologie? Oltretutto, visto che la sindrome di down e l’autismo sono patologie, dovremmo accanirci anche contro questi individui? Immagino che, dal loro punto di vista, la risposta sia affermativa. Infatti i campi di sterminio servivano per l’appunto anche per liberarsi di queste persone.

Ci sono inoltre manifestazioni che sembrano più patologiche di altre. Per esempio sareste disposti a giurare che atteggiamenti come quelli illustrati qua sotto siano perfettamente sani?

Preferite una coppia di omosessuali che si amano o una di etero dove il marito picchia la moglie? La violenza contro le donne e i bambini non vi fa ribrezzo e repulsione?

Uno dei tanti risultati ottenuti da un marito pervertito eterosessuale

Ma al di là di considerazioni che senza dubbio possono essere opinabili, parliamo di cultura.

I fascisti, che si rifanno alla cultura dell’antica Roma, non lo sanno che Augusto, Virgilio, Adriano erano omosessuali? E che molti grandi uomini e uomini di potere di quel tempo erano gay? E tutto era accettato con estrema naturalezza. Probabilmente avevano altro di cui occuparsi.

Il grande imperatore Adriano mentre sta per possedere il giovane Antinoo di cui si era profondamente innamorato (dipinto di Édouard-Henri Avril)

Anni fa Gianfranco Fini (forse qualcuno l’ha dimenticato, ma io me lo ricordo benissimo) aveva affermato, tra il disappunto generale, che nelle scuole non dovrebbero esserci insegnanti gay che potrebbero infastidire i ragazzini. Come dire gay no, ma etero pedofili sì. Come dire che Oscar Wilde, Saffo di Lesbo e Virgilio non avrebbero dovuto insegnare letteratura, Michelangelo e Donatello non dovevano insegnare arte, Walt Disney non avrebbe potuto insegnare l’arte del fumetto, Socrate non avrebbe mai dovuto insegnare filosofia e Leonardo da Vinci avrebbe dovuto astenersi dall’insegnare qualsiasi cosa. Ma il bello è che un grande guerriero come Alessandro Magno non avrebbe potuto insegnare strategia militare a giovani ufficiali. Questo per citare solo qualcuno tra i colossi, perché l’elenco di artisti e geni omo o bisex è sorprendentemente lungo.

Ma quello che è ancor più sorprendente è l’accanimento che i fascisti, ma anche ampie fasce della società, mettono nell’avversione all’omosessualità, come se fosse la causa di chissà quali mali. Quando la sensazione di qualsiasi persona di buon senso è che i veri problemi risiedano da tutt’altra parte.

Quale sarà la vera causa di questa avversione? La mia sensazione personale è che risieda in due fobie di fondo. Quella per ciò che si può annidare nelle profondità di ognuno di noi e quella, ben più importante, per la libertà. Le due cose sono collegate. Nessuno sa con esattezza cosa si celi nelle profondità del nostro inconscio. Quella che viene spacciata dai pusher dell’informazione come “normalità” non si capisce ancora chi l’abbia ratificata. Per contro le profondità oceaniche del nostro inconscio sono ben lungi dall’essere state scandagliate anche solo per il dieci per cento. Come ci insegnano i nostri incomprensibili e incontrollabili sogni e come ci insegnano maestri come Jung e Reich. Quello che non conosciamo ci fa una paura terribile, quindi una delle prime reazioni è accanirsi contro persone che manifestano tranquillamente quello che alcuni avrebbero paura di prendere anche solo in considerazione. Questa paura è collegata al terrore per la libertà. La libertà è in primo luogo responsabilità, autonomia, capacità di esplorazione. Tutte voci che richiedono di mettersi in gioco e abbandonare le certezze dell’ordine e della disciplina, molto più comode e tranquillizzanti.

Per questa ragione parlo del coraggio di essere gay. Ci troviamo in un mondo che, nonostante le apparenze, non solo è ancora generalmente omofobo, ma è afflitto, e questo è il punto, da una quantità enorme di fobie verso questa e quell’altra cosa, questo e quell’altro atteggiamento, questa e quell’altra scelta. Ovvero, in ultima analisi, un mondo che ha palesemente paura della libertà. Soprattutto la libertà di essere se stessi. Questo, a mio modo di vedere, è il punto chiave. La libertà fa paura e le persone che hanno il coraggio di vivere le proprie pulsioni e i propri desideri, se vogliamo anche le proprie patologie (chi stabilisce quali sono?), i propri sogni, toccano le corde profonde di quelli che questo coraggio non ce l’hanno e preferiscono rifugiarsi nelle certezze dell’ordine, della disciplina, delle imposizioni e della violenza. Essere gay o non gay non è il punto focale. Il punto focale è “essere o non essere” se stessi. Come sosteneva Erich Fromm le persone impegnate a essere hanno troppo da fare per preoccuparsi di cosa hanno o fanno gli altri. Come posso avere del tempo da perdere a occuparmi dei gusti sessuali di quella e di quell’altro o della pigmentazione della pelle di qualcuno o delle sue credenze religiose? Preferisco vivere.

Forse, se Forza Nuova ha delle buone ragioni da promuovere, anziché rifugiarsi negli attacchi, nello scontro, nell’accanimento contro gruppi e persone e nella violenza verbale, e invece di cercare i fantomatici responsabili delle situazioni nelle quali ci troviamo, farebbe bene a valutare se qualche omosessuale tra le loro fila potrebbe essergli utile, per sviluppare una visuale più ampia e più sensibile.

E se capitasse invece a voi di avere un figlio gay? Cosa fareste…?

Annunci

8 thoughts on “Il coraggio di essere gay

  1. agghiacciante….

    condivido pienamente e aggiungo una sfumatura: questo bisogno di ordine, di comandare e di essere comandati sono espressione di un malessere che solo nell’incardinarsi a punti fermi, inamovibili riesce a placarsi. Gente che sta male, davvero. Non lo ammetterà mai e farà di tutto per scaricare il peso sugli altri.
    Il loro bisogno di stabilire una norma e di rientrarvi non è che il rovescio della loro paura di perdere l’equilibrio, di perdersi nel vuoto.

    Oltre a questo c’è l’aspetto politico/educativo: in un paese normale queste cose non succederebbero, perché la gente avrebbe più tempo per “essere”. L’incertezza, la precarietà economica, la competitività esasperata producono nevrosi e panico. Che c’è di meglio per sottomettere una società, una cultura?

    Se queste idee e i loro portatori trovano spazio è perché servono da conferma e rinforzo della mentalità che tutti possono essere nemici, che il pericolo si nasconde ovunque. Ma soprattutto in certe categorie, facilmente individuabili e ”deboli”: i gay, le donne, i neri, gli ebrei.

    Tutte cose che sono ”altro da loro”, inventate per mantenere il precario equilibrio nel quale vivono.

  2. Premetto che sono mamma di due maschietti e che quelle che saranno le loro scelte sessuali da adulti saranno solo LORO. Non mi pongo neanche la domanda di cosa farei se I miei figli fossero gay, perche’ cio’ non mi cambierebbe la vita e non cambierebbe il mio amore per loro, e questa e’ una certezza! Chi ha mai detto che l’Amore sia etero? Mi porrei piu’ di una domanda, in relazione a cio’ che fare, se scoprissi che I miei figli sono dei pedofili, dei violenti o degli stalker… Per I miei figli voglio solo Felicita’ e faro’ sempre il possibile per aiutarli a costruirsi una vita Felice, gay o etero che sia!

    • Ciao Elena grazie del sostegno e grazie dell’osservazione. Di recente ho avuto un incontro con un maestro di spiritualità brasiliana che mi ha parlato di amore incondizionato. Svilupperò questo argomento, con l’aiuto di questo signore, prossimamente. L’amore è amore e basta e dovrebbe essere altro che incondizionato. Più facile scriverne che farlo, ma forse il vero Sentiero che ha un Cuore è proprio questo. Un grande abbraccio a te e i tuoi due bambini.

  3. io sono mamma di un ragazzo gay e non mi sembra proprio che sia da demonizzare come questi ignoranti dicono.PRIMA DI PARLARE e sparare a zero siano più colti e informati solo allora potranno dire la loro opinione e in ogni caso imparino a rispettare gli altri e pensare che anche il loro figlio potrebbe avere la stessa situazione di vita,imparare ad amare così come si è.

    • questi pensano che l’omosessualità sia un vizio, un cedimento. Non gli passa nemmeno per la testa che possa essere semplicemente una condizione di vita, una cosa che uno non sceglie, come non si sceglie il colore della pelle o degli occhi. Uno o una sono così.

      Quanta rabbia fanno queste prove di forza con soggetti ”deboli”. Si menassero fra loro, se hanno bisogno di dimostrare machismo.

  4. Caro Mauro, la vita ci ha già fatto vedere quanto è diversa, e quanto più diversa è la natura meglio essa si sviluppa. Il primo desiderio dei genitori verso i figli è che siano felici, e questo valle se sono bianchi, negri, gialli, blu o fucsia. Lo stesso se sono disabili, se sono iperattivi, se sono distratti o se sono dei geni. Allora, possiamo continuare dicendo che anche se sono etero, bi, tri, pentagonali o rotondosessuali, l’importante è che siano felici. Se è così per i nostri, perche il sentimento dovrebbe essere diverso verso i figli degli altri??? La ragiione è dentro di chi non ragiona così, perchè si credono di essere i padroni del mondo e vogliono dettare le regole che li convengono secondo le loro stesse debolezze… Mi dispiace perche non vedo come possano essere curati da questo acceccamento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...