“Lo sai come si fa un libro?”

Martedì 20 Novembre 2012, ore 17.30 nell’ambito del festival ci sarà una tavola rotonda di 2 ore circa (incluso aperitivo alla fine) su “Sai come si realizza un libro fotografico?”.

Impaginazione, cianografiche, fotolito, bibliografia, selezione, gabbia vi dicono qualcosa? Lo sapete come si fa un libro fotografico? Lo sapete che cosa significa distribuire?

Se vi occupate di scrivere o di fotografia o comunque di arte dovreste saperlo se no meglio correre ai ripari. In ogni caso, che sappiate o no di cosa si parla, la proposta del Turin Photo Festival è quella di partecipare comunque a una tavola rotonda guidata da Paola Gribaudo. Un editore con anni di esperienza nella progettazione, realizzazione non di libri qualsiasi, ma di libri d’arte ai massimi livelli. Paola, con il supporto di Roberto Rossetti di Cartiere Fedrigoni per la carta e di Marco Parini di Aktiva per la stampa, spiegherà cosa significa realizzare un libro. L’incontro durerà due ore circa e avrà luogo Martedì 20 novembre nello studio del maestro Ezio Gribaudo, una scenografia d’autore molto suggestiva, senza dubbio appropriata per parlare d’arte, cultura e comunicazione. La partecipazione è riservata a 10/12 persone e costa 10 euro.

Chi è interessato può iscriversi scrivendo a info@turinphotofestival.com, lasciando recapiti per il contatto diretto.

Questa iniziativa sarà parte di un più lungo percorso culturale attraverso arte, comunicazione, cultura e fotografia. Il festival, totalmente no-profit, non sarà solo un insieme di mostre, bensì una serie di proposte di scambio culturale che coinvolgeranno editori, fotografi, photoeditor, tipografi, antropologi, pubblicitari. Grazie alla partecipazione gratuita di numerosi esponenti del settore sarà possibile realizzare un evento ricco di contenuti con poca spesa (da noi sostenuta e, di solito, forse, in minima parte sostenuta da FondazioneCRT e Regione Piemonte), anche per dimostrare come la maggior parte delle iniziative pubbliche e private (che prevedono budget non indifferenti) siano un ladrocinio ai danni dei contribuenti.

Essendo degli idealisti tutto sommato non ci dispiace non essere riusciti a entrare nel giro dei grossi contributi, permettendoci così di rimanere “puliti”, “autonomi” e “creativi”.

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