Pericolo

Donna che prega nel gange - M. Villone

Non c’è niente di maggiormente artistico che amare le persone. Non lo dico io, anche se lo condivido, ma Vincent Van Gogh. Che poi è impazzito, si è tagliato un orecchio e si è suicidato. Un altro tizio, che con questo qui non c’entrava nulla, si dice che dicesse: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”. Potrebbe essere un personaggio leggendario o realmente esistito, la storia non ha certezze. Comunque la tradizione racconta che lo torturarono e poi lo uccisero. La ferocia romana (e su questo ahimè non ci sono dubbi) prevedeva di appendere le persone a due tronchi posti a croce. Una delle morti più lente e atroci, per soffocamento. Ma con questo qui andarono giù più pesante. Lo inchiodarono al legno. Alcuni studiosi accreditati di storia delle religioni sostengono che l’evento (reale o inventato) potrebbe simboleggiare anche il rituale sciamanico della pelle dell’animale sacrificato tesa sul tamburo. In effetti il Cristo è collegato all’agnello sacrificale. Ma andiamo avanti. Un altro signore, Martin Luther King, con una retorica un po’ da imbonitore (I have a dream…), ma che parlava con sincerità delle stesse cose, venne ammazzato. Lo stesso accadde a un altro tipo, un avvocato figlio di papà, ma con un carisma, una sincerità, una personalità bestiali: Gandhi. Lo fecero fuori a revolverate. Lo stesso successe a Biko, attivista per i diritti dei nativi in Sudafrica. Potrei andare avanti all’infinito, ma mi fermo qui, tanto ci siamo capiti no? Ovvero, non è che parlare d’amore sia pericoloso?

Bambina che gioca nel nostro centro Para ti - M. Villone

Ma non basta. Anche chi parla della verità non se la passa troppo bene. Sono innumerevoli i reporter che ci lasciano le penne quando fanno i reporter invece di leccare il culo a qualcuno. Proprio pochi giorni fa qui in Brasile hanno fatto la pelle a un giornalista di origine italiana. È il terzo in Brasile dall’inizio dell’anno. Anni fa ne hanno bruciato vivo uno qua vicino, incastrato nei copertoni di camion, come si usa tra i narcos. Un suo amico, grande fotografo brasiliano, gli ha dedicato un’istallazione fatta da immagini di fuoco retroilluminate che hanno come cornice gomme di veicoli. È permanentemente esposta a Parigi. Sono a decine ogni anno i giornalisti che crepano in tutto il mondo quando fanno i giornalisti e non i servi. Credo ci siano lavori più salutari, come il politico per esempio, guardate Andreotti come sta bene. Beh certo il politico “accorto”. Perché se dici in faccia le cose come stanno come un Giulio Cesare qualsiasi ti accolgono a coltellate anche amici e parenti. Ora ho capito. Ecco perché tanta gente si preoccupa del Festival di Sanremo invece che della oppressione delle minoranze e del Grande Fratello invece che dei diritti umani. È più salutare. Dunque ci siamo capiti no? Zitti e buoni, così filerà tutto liscio e senza intoppi.

Sembrano solo sterpi e rifiuti, invece qui dentro ci vive una persona. A dx ns guida nella favela Rocinha - M. Villone

Uno dei temi di cui per esempio si parla poco sono i desaparecidos. A meno che non diventi uno spettacolo come “Chi l’ha visto?”, che ha comunque senza dubbio il merito di sollevare la questione. Ma il numero di persone scomparse in tutto il mondo è sconvolgente. Adulti, giovani e bambini. In Messico per esempio scompaiono molte donne. Soprattutto la scomparsa di bambini è invece una piaga in Brasile. Tra le altre cause: stupro seguito da omicidio, pedofilia, prostituzione infantile, utilizzati come mendicanti, traffico di organi. Non si conosce il numero esatto poiché non tutti denunciano. Addirittura in molti paesi non tutti sono registrati. Secondo stime accreditate di ricercatori e governo: solo a San Paolo sono 18.000 all’anno, cioè 50 al giorno. In tutto il Brasile forse oltre 40.000 all’anno. La polizia federale si sta dando da fare, ma il problema è di proporzioni incontenibili. Questo dovrebbe far riflettere su cosa ci raccontano. Ovvero tutto questo controllo metropolitano non è vero poiché se così fosse sarebbe facile attraverso telecamere e satelliti scoprire cosa succede. In realtà il controllo avviene, ma sul capitale, non sui danni arrecati a persone specialmente di fasce deboli o disagiate. Il controllo è invece pressante con carte di credito, caselli autostradali, cellulari, sulle persone di classe media che affollano sempre di più metropoli sull’orlo del collasso, mentre le campagne vengono abbandonate.

I bambini come questi finiscono nei mercati del narcotraffico, della prostituzione, del traffico di organi - M. Villone

La qualità della vita sta in realtà diminuendo poiché si perde il contatto con la terra e con le relazioni familiari e comunitarie. Apparentemente la qualità cresce con servizi sanitari più adeguati e sempre maggiore tecnologia e automatismi, ma, sebbene si tratti di benefici importanti, il prezzo che si paga in termini di distruzione del tessuto sociale, inquinamento, alienazione dovuta a lavori ripetitivi e videogiochi o simili è altissimo.  Più del 50% delle persone che affollano questo pianeta vive in favela o slum. Secondo Medici Senza Frontiere sono 195 milioni i bambini che soffrono di malnutrizione sul pianeta. Di questi 8 milioni (8.000.000) muoiono di fame ogni anno. MSF si da molto da fare e presenta dappertutto il suo programma, anche al Salone del Gusto. Meno male, ma sarebbe forse più opportuno organizzare la Fiera del disgusto. In questo panorama che non solo fa schifo, ma è addirittura pericoloso, c’è gente che riesce a vivere tranquilla prendendo 30.000 euro di pensione al mese. I giornalisti che dovrebbero affrontare questi temi spesso sono anchorman che guadagnano molto di più. In realtà la loro bravura non sta tanto nel denunciare, quanto nella capacità di utilizzare la miseria e le miserie altrui per fare audience. Nel frattempo, senza necessariamente scomodare le centrali nucleari, gli imballaggi di plastica di molti prodotti stanno devastando aree del pianeta dove questi stessi prodotti non sono nemmeno ancora arrivati. E la schiavitù, anziché essere stata abolita, è stata in realtà riorganizzata, in modo da sembrare più accettabile, sia a chi viene palesemente sfruttato, sia a chi, credendo di essere libero e benestante, passa la vita a combattere battaglie non sue, ma di qualcun altro. Come vedete di materiale da esporre alla Fiera del disgusto ce ne sarebbe a montagne.

Il tipico scenario delle favelas pittoresco anche se nell'estrema povertà

Come spiegava Naomi Klein nel suo libro “No Logo” qualsiasi cosa accada viene metabolizzata dal marketing globale e utilizzata per vendere qualcos’altro o per creare spettacolo. Le rivoluzioni politiche e sociali della storia senza dubbio a qualcosa sono servite e forse erano semplicemente fisiologiche. Lo stesso dicasi per le rivoluzioni tecnologiche e culturali. Ma fondamentalmente i problemi più importanti dell’uomo, la malattia, la vecchiaia e la morte, non sono stati nemmeno scalfiti. Siamo al si salvi chi può. Una nuova rivoluzione non può nemmeno essere mediatica, come si spera sempre. Compare quel guru o quell’altro maestro, l’artista buono che si occupa degli indios o che spara cazzate a un festival, l’uomo forte e tutte ‘ste menate qua. O peggio ancora le mode religiose, le sette, le “tendenze culturali”. Credo che l’unica vera rivoluzione possibile e reale sia quella umana, personale, privata e profonda, ma soprattutto vera. Non per far piacere a qualcuno o mostrarsi socialmente e culturalmente corretto o per far piacere al maestro, alla zia o al capo di qualche associazione. Una rivoluzione personale e profonda di ogni individuo che abbia voglia, una volta per tutte, di vivere felice, gustare senza sensi di colpa la meraviglia che ci è stata data oppure lottare senza lamentele, qualsiasi sia la sfida che gli è arrivata in faccia, per terribile che possa essere. Smettere una volta per tutte di cercare dei colpevoli per qualsiasi cosa. Sono i padroni, no sono i politici, ma va sono i comunisti oppure i punkabbestia o i preti o i genitori. Ma è proprio così comodo e liberatorio pensare che la nostra vita dipenda sempre da cosa fa qualcun altro? Al contrario, in ultima analisi, abbandonarsi senza riserve alla vita, senza cercare di capire a tutti i costi, poiché non tutto è razionalizzabile. Semplicemente vivere. Semplicemente dedicarsi alla propria vita e magari a quella di qualcun altro. Semplicemente occuparsi di quelle che il grande psicologo Aldo Carotenuto, ormai scomparso, sosteneva fossero le uniche cose davvero importanti: i sentimenti e le relazioni umane. Semplicemente ringraziare.

“Un uomo buono, nel suo oscuro, intimo impero, sa qual è la retta via” (J.W. Goethe)

“Peccato che gli uomini buoni, che sono molti di più di quanto comunemente si pensi, non facciano notizia” (M. Villone)

“Il male vince là dove il bene sta in silenzio” (D. Ikeda)

“È giunto ora il tempo di cambiare il mondo” (E. Yamazki)

Bambina sulla riva del Gange che vende fiori e candele - M. Villone

L'artistica dignità della povertà

Gente che prega sul Gange - M. Villone

Pellegrini - Allahbad - India - M. Villone

 

 

 

 

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4 thoughts on “Pericolo

  1. un pezzo veramente doloroso e penetrante. lo stampo e lo diffondo. mi ha colpito l’espressione le tue foto potrebbero essere il nucleo di una mostra e di un confronto itinerante tra associazioni e biblioteche. grazie.

  2. Complimenti per le foto, ma complimenti soprattutto per gli argomenti trattati, per il contenuto e per il linguaggio scorrevole e diretto.
    Peccato che siano problematiche che non fanno notizia a meno che non servi per pubblicizzare qualche nome o qualche evento creato a scopo di lucro….
    Buon lavoro!

    • Ciao Luciana, grazie. Sempre importante il sostegno e, soprattutto, la comunicazione tra chi crede in questi temi. Comunque c’è sempre + gente che sta aprendo gli occhi. Come sei venuta a conoscenza del blog? Mia mail o altro? Un saluto e a presto.

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